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In Cina con Sonia e Francesco giorno 9

In Cina con Sonia e Francesco giorno 9

Sveglia alle 5,30..

 

Oggi è il giorno dell’evento da noi (ma in particolare dalla parte yin della coppia) tanto atteso.
Sveglia alle 5,30.
Quando usciamo dall’hotel la città è molto diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere.
Pochissime auto in circolazione, nessun motorino elettrico che schizza a destra e a sinistra o che arriva silenzioso alle tue spalle  alla velocità della luce, senza accennare a rallentare neanche quando ti trovi legittimamente sulle strisce pedonali…anzi, ti suona perché, attraversando insieme a te, gli sei di impedimento!
L’auto che ci porterà a destinazione procede rigorosamente nei limiti e quando arriviamo alla barriera di ingresso dell’Università, la Baoan, la sicurezza che presidia tutti gli edifici considerati strategici, scambia qualche frase con il conducente e poi ci lascia entrare.
Mentre percorriamo i viali del campus, incrociamo squadre di giovani in uniforme sportiva che corrono e cantano…sono le 6,30 quando raggiungiamo il punto di incontro,
il Gymnasium.
Davanti a questa struttura circolare di recente realizzazione campeggia un grande pannello rosso con caratteri cinesi bianchi e due date inequivocabilmente chiare: 1949-2019.
Oltre al tradizionale simbolo del Partito.
Hu Laoshi ci ha indicato di essere lì prima del loro arrivo così da consentirci di entrare.
Siamo soli ma a poco a poco cominciano ad arrivare pullman pieni di bambini e giovani di diverse scuole di arti marziali.
E poi arrivano anche loro.
I “nostri” ragazzi, atleti professionisti della squadra nazionale scendono da un autobus di linea senza numero!!!
Ancora una conferma di come la grandezza si sposi con la semplicità e il basso profilo.
Hu Laoshi li segue. Quando ci vedono ci salutano con calore e, in mezzo a tanta gente, accogliente ma estranea, è come ritrovare qualcuno di famiglia.
In spalla zaini e abiti tradizionali appesi sulle grucce. Allegri e tranquilli si dispongono in file da due, ora davanti c’è Hu Laoshi che ci fa segno di chiudere la fila.
Superati i controlli, entriamo nel parterre dove si svolgerà l’evento.
Che emozione!
I ragazzi si riscaldano e provano, limitandosi ad accennare ciascuna sequenza.
E’ tempo di colazione e insieme mangiamo un panbrioche e un uovo sodo.
Nel frattempo  sopraggiunge il picchetto d’onore con la bandiera del Paese.
A poco a poco il parterre si gremisce di tutti gli studenti delle varie scuole di arti marziali, ciascuno con il proprio gagliardetto.
È tempo per noi di prendere posto sulle gradinate, prima che anche tutte le migliaia di studenti lo facciano, dopo il saluto alle autorità e l’inno nazionale.
I “nostri” ragazzi hanno indossato i loro abiti tradizionali e sono ancora più belli di come li immaginavamo.
L’evento ha inizio con una coreografia che presenta le arti marziali come strumento di difesa dal bullismo nelle scuole e poi eccoli!
Tocca a loro!!!
Applausi a non finire.
Li raggiungiamo. Si cambiano e stavolta tutti insieme ce ne torniamo felici ed emozionati in palestra. Nell’autobus di linea, senza numero.
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Sergio Casavecchia
Sergio Casavecchia